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Cattedrale di Santo Stefano (Concordia Sagittaria)

La Cattedrale di Santo Stefano si trova nel comune di Concordia Sagittaria. La costruzione del nucleo più antico dell'attuale cattedrale, composto da una sola navata, è iniziata nel X secolo durante l'episcopato del vescovo Alberico e si è conclusa con il suo successore Benzone. Solo nel 1466 l'edificio ha assunto strutturalmente l'aspetto attuale di chiesa a tre navate, grazie ad un ampliamento voluto dal vescovo Antonio Feletto. L'interno della cattedrale è a pianta a croce latina con tre navate separate da due file di archi a tutto sesto poggianti su pilastri quadrangolari con semicolonne.

Nei pressi del portale maggiore si trova una acquasantiera in marmo greco ricavata da una fontana del I secolo con scolpite teste leonine e animali marini. Sopra la porta di uscita principale c'è un affresco raffigurante la Crocifissione, opera attribuita a Pellegrino da San Daniele. Sulla parete sinistra ci sono degli affreschi dei secoli XIII-XIV raffiguranti una processione in onore di Santo Stefano e due tele con San Lorenzo, Sant'Orsola e Santa Caterina d'Alessandria (1729) e Sant'Antonio da Padova (1864).

L'altare maggiore, in stile barocco, è stato realizzato tra il 1734 e il 1737, sullo sfondo un dipinto raffigurante la lapidazione di Santo Stefano ad opera di Sante Peranda. Sulla parete destra si trova un monumento funebre del 1534 dei fratelli Francesco e Giovanni Argentino, entrambi vescovi di Concordia.

La cappella dei santi martiri concordiesi venne ampliata nel 1903 dal vescovo Francesco Isola e da Celso Costantini, allora vicario della cattedrale. Il 25 aprile dello stesso anno venne consacrato l'altare marmoreo in stile gotico-italiano con sei piccole edicole raffiguranti in mosaico i martiri Donato, Romolo, Secondiano, Giusto, Solone e Lucilla. Dietro l'altare c'è una tela del Padovanino. Le ossa dei martiri sono custodite all'interno di una preziosa urna a sua volta conservata in un sarcofago romano di età flavia.

Il complesso decorativo della cappella è stato affidato a Guido Prayer che nel 1924 ha realizzato le decorazioni murali della volta e due dipinti su tela: "Il martirio di San Donato e compagni" e "Concordia romana-cristiana". Le ossa dei martiri nel corso dei secoli trasudarono acqua la quale venne collezionata in piccole ampolle; una di esse, sigillata nel 1870 è ancora custodita all'interno della cattedrale.

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